Automazione, quali saranno i cambiamenti nel lavoro in futuro?

Grazie alle nuove tecnologie quali automazione e intelligenza artificiale, i cambiamenti sono continui e veloce, in particolare nell’utilizzo di software che gestiscono impianti produttivi, sistemi di fatturazione, customer relationship, customer experience e assistenza clienti.

Anche lo sviluppo del software stesso è molto automatizzato, permettendo di risparmiare risorse e di avere dei benefici qualitativi migliori.

Quali opportunità ha introdotto l’automazione?

Le opportunità introdotte dall’automazione e dall’intelligenza artificiale sono tantissime, anche se al contempo sono anche fonte di forte preoccupazione.

In molti pensano che queste due innovazioni tecnologiche possano portare a problematiche come l’aumento della disoccupazione, l’aumento delle disuguaglianze e l’avvento di un mondo in cui l’essere umano venga sostituito dai robot.

Automazione e intelligenza artificiale introducono nuove opportunità, utilizzate nel modo giusto e con decisioni nette, in ambito imprenditoriale e politico, è possibile adottare un approccio del tutto nuovo alla formazione e al lavoro.

L’automazione ha portato anche grandi miglioramenti nei processi produttivi nel settore industriale, introducendo nuove tecnologie e risorse per continuare ad essere competitivi nello scenario economico; l’importanza di questo cambiamento si evince anche dalla diffusione di figure professionali come Gabriele Leita, esperto di automazione industriale.

Questo professionista, da oltre 20 anni, offre la sua esperienza per soddisfare le esigenze di costruttori di macchine, quadristi di automazione e System Integrator, tutti accomunati dal grande interesse per l’innovazione tecnologica e l’automazione.

 Automazione e lavoro, quali saranno i cambiamenti?

Alcune previsioni sull’impatto nel mondo del lavoro parlano di un’automazione dal 9% al 50% dei posti dei posti di lavoro, oggi, sono già tantissimi gli incarichi lavorativi che prevedono mansioni automatizzabili con le tecnologie esistenti.

A cancellare i timori di perdite di posti di lavoro vi è una stima recente che parla di come solo il 5% totale dei lavori odierni potrebbe essere sostituito dalle tecnologie in uso, inoltre, il processo di automazione sarà molto graduale.

Infatti, pare che nel prossimo decennio l’automazione interesserà solo il 3% dei posti di lavoro, mentre i decenni successivi ci sarà un ulteriore incremento che porterà a coprire il 30% entro il 2030.

 È chiaro che bisogna prepararsi adeguatamente al futuro, il cambiamento è inevitabile, il lavoro sarà sempre più incentrato sulla collaborazione tra uomo e macchina, sul mix di hard e soft skill e con la ricerca di risorse con competenze tecnico-scientifiche e artistico-umanistiche.

Man mano che verranno introdotti un numero di robot maggiore per eseguire i lavori di routine, le persone potranno assumere nuovi incarichi all’interno di discipline come l’ingegneria robotica, il data analytics, la cybersecurity, l’internet delle Cose e altre mansioni che richiedono competenze che solo l’essere umano può avere, come creatività, iniziativa, leadership, lavoro in team, un mix che permetterà di generare ulteriore innovazione e progresso.

L’intelligenza artificiale, quindi, offrirà tanti vantaggi ma allo stesso tempo obbligherà le aziende a investire di più sulla sicurezza e sull’analisi dei rischi che sono connessi all’utilizzo delle tecnologie stesse.

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