Come funziona la prestazione occasionale con ritenuta d’acconto

Sono molti i giovani e i disoccupati che per svolgere delle piccole mansioni per un breve periodo decidono di utilizzare le ricevute di prestazione occasionale, uno strumento di pagamento molto diffuso ma per sfruttarlo bisogna rispettare dei requisiti ben precisi.

Le prestazioni occasionali sono soggette a ritenuta d’acconto, questo permette ai contribuenti non possessori di partiva IVA di rilasciare ricevute e di assolvere ugualmente ai propri obblighi fiscali.

Le prestazioni occasionali non devono superare un certo numero di giorni all’anno per committente e il compenso massimo che può essere ricevuto è di 5.000 euro lordi.

Committente e collaboratore, a chi conviene la ritenuta d’acconto?

La prestazione occasionale con ritenuta d’acconto non conviene molto al committente, poiché ha l’obbligo di eseguire le stesse procedure per un collaboratore con P.IVA, con l’onore di dover anticipare anche la ritenuta d’acconto tramite modello F24.

Per il collaboratore, la ritenuta d’acconto conviene solo se il compenso ricevuto non supera la soglia dei 5.000 euro l’anno, poiché non bisogna pagare i contributi INPS ma non è possibile accedere ad ammortizzatori sociali in caso di perdita improvvisa del lavoro.

Per cui questa forma di pagamento conviene solo se i lavori svolti sono di breve durata e non si devono svolgere più commissioni per lo stesso committente per una durata medio-lunga.



Prestazione occasionale con ritenuta d’acconto, come si applica?

È chiaro, quindi, che la ricevuta di prestazione occasionale con ritenuta d’acconto è uno strumento di pagamento che permette al committente di pagare il collaboratore senza P.IVA, purché vengano rispettati i requisiti di legge per le collaborazioni occasionali.

In termini pratici, in sede di pagamento della prestazione, il collaboratore consegna al committente la ricevuta di prestazione occasionale con ritenuta d’acconto del 20% con l’aggiunta dell’imposta di bollo di 2 euro nel caso in cui l’importo sia superiore a 77,47 euro.

Il committente dopo aver ricevuto il documento invia il pagamento, inoltre, il committente deve versare per conto del collaborare, l’imposta della ritenuta d’acconto tramite F24 entro il 16 del mese successivo alla data di ricevuta; su espertodelrisparmio è possibile approfondire il discorso sugli adempimenti da fare.

Il collaboratore deve effettuare la dichiarazione dei redditi, indicando gli importi ricevuti tramite ritenuta d’acconto, a seconda del reddito e delle deduzioni e detrazioni, si riceverà in parte o tutta la percentuale pagata con un rimborso di imposta o un conguaglio, nel caso le tasse superino il 20% già versato.

Quando non occorre effettuare la dichiarazione dei redditi?

Se i compensi ottenuti da prestazione occasionale sono di importo inferiore a 4.800 euro lordi, si è esonerati dall’obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi, questo perché sotto tale soglia è applicata una detrazione IRPEF che abbatte l’imposta dovuta nella sua totalità.

Comunque, bisogna sempre valutare la possibilità di presentare la dichiarazione dei redditi perché se uno o più committenti hanno applicato trattenute al compenso, è possibile recuperarle, infatti, le ritenute vengono trasformate in crediti d’imposta che il lavoratore po’ portare a compensazione.

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