Conviene affittare un immobile? Cos’è il codice tributo 109T

Se per aumentare le vostre entrate avete deciso di sfruttare un immobile da dare in locazione, dovete sapere che ci sono degli adempimenti specifici da fare, tra cui utilizzare il modello F24 e il codice tributo 109T, fondamentali per svolgere le operazioni relative a diverse imposte.

Utilizzando il codice tributo 109T è possibile assolvere vari pagamenti tra cui l’imposta per atti, contratti verbali e denunce.

Gli atti soggetti a registrazione obbligatoria sono distinti in atti soggetti a registrazione in termine fisso e atti che sono soggetti a registrazione in caso d’uso, i primi devono essere registrati entro un termine ben preciso che viene calcolato partendo dalla stipula dell’atto; i secondi sono atti che vengono consegnati presso amministrati statali, uffici di enti locali o cancellerie dei tribunali.

È necessario pagare l’imposta di registro nel caso in cui sia obbligatorio registrare un contratto di locazione: i soggetti che affittano un immobile devono seguire l’iter burocratico a patto che i contratti siano stipulati in forma scritta privata autenticata o non autenticata.

Dopo la stipulazione di un contratto di locazione, la registrazione deve avvenire entro 30 giorni; per effettuare la registrazione dei contratti immobiliari di locale o di affitto bisogna presentare l’imposta di registro da pagare con modello F24 Elide all’Agenzia delle Entrate, o in modalità cartacea o attraverso la piattaforma online.

In questo caso è fondamentale inserire il codice tributo 109T, che servirà per il pagamento dell’imposta di registro per atti; inoltre, ricordiamo che per i contratti di affitto, per i quali si sceglie di aderire alla cedolare secca, l’imposta di registro non viene pagata, così come l’irpef e l’imposta di bollo, poiché si è soggetti a tassazione sostitutiva.

Perché molti decidono di dare in affitto una casa?

Alcuni dati raccolti di recente hanno evidenziato come siano in tanti a decidere di dare in affitto un appartamento o una casa, purché sia la seconda di cui sono in possesso.

Lo scopo è quello di alleggerirsi dagli oneri fiscali e dalle spese di manutenzione o condominio che un’immobile comporta, del resto avere una seconda o terza casa chiusa che convenienza può avere se ci sono tasse da pagare?

Per questo motivo sono tante le persone che decidono di darle in affitto, c’è chi lo fa per lunghi periodi, chi solo stagionalmente e chi per breve periodo, in alcuni casi, una piccola percentuale decide anche di trasformarle in B&B o case vacanze.

Ma qual è il tipo di contratto più conveniente per chi decide di dare in affitto una casa o un appartamento? Stando a un’indagine recente, il tipo di contratto più conveniente è quello a uso universitario, poiché solitamente si tratta di periodi di affitto ben definiti e non si corre il rischio di non riuscire più a mandare via i coinquilini, inoltre, i pagamenti avvengono sempre puntualmente per varie ragioni, tra cui la suddivisione della quota di affitto tra più persone ma anche per l’esigenza irrinunciabile dello studente di avere una dimora per lo studio.

Qualunque sia il motivo che spinge ad affittare un immobile, in linea di massima, risulta sempre conveniente poiché, una casa, tenendola chiusa ha comunque degli oneri fiscali e manutentivi.