Cosa sono la responsabilità civile e il risarcimento del danno

La responsabilità civile è l’istituto che individua il soggetto responsabile di un danno arrecato ad un altro soggetto e tenuto a sostenere i costi del relativo risarcimento. In Italia, viene disciplinato principalmente dal Codice Civile, in particolare dagli articoli dal 2043 al 2059; di seguito vediamo quali sono i vari tipi di responsabilità civile e quali condizioni sono necessarie affinché il soggetto danneggiato possa avere diritto ad un risarcimento del danno.

Tipologie di responsabilità civile

Poiché si tratta di un argomento piuttosto complesso, per chiarimenti e delucidazioni è sempre consigliabile affidarsi a consulenti specializzati, anche attraverso i siti web che si occupano specificamente di consulenza legale: effettuando, ad esempio, una ricerca per responsabilità civile su Avvocato Accanto è possibile reperire informazioni (che non vanno considerate alla stregua di una consulenza vera e propria) in merito alla responsabilità civile ed al risarcimento danni ad essa correlato.

All’interno della vasta area della responsabilità civile, si possono individuare quattro categorie principali: contrattuale, extracontrattuale, oggettiva e indiretta.

La responsabilità contrattuale sussiste quando due parti hanno sottoscritto un contratto; il contraente che viola l’accordo in esso contenuto (o si dimostra inadempiente) è chiamato a sostenere il risarcimento del danno a favore dell’altra parte.

La responsabilità extracontrattuale, invece, riguarda il più generico dovere (non vincolato ad alcun accordo di natura contrattuale) di non compiere atti illeciti a danno altrui.

La responsabilità oggettiva subentra quando a chi provoca il danno viene addebitata la responsabilità a prescindere da un’eventuale colpa.

La responsabilità indiretta, infine, investe chi è chiamato a rispondere in prima persona delle azioni di un soggetto terzo. Ne è un esempio la “Responsabilità dei genitori, dei tutori, dei precettori e dei maestri d’arte“, secondo quanto disposto dall’articolo 2048 del Codice Civile: “Il padre e la madre, o il tutore sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei figli minori non emancipati o delle persone soggette alla tutela, che abitano con essi. La stessa disposizione si applica all’affiliante“.

Tale responsabilità decade se il soggetto responsabile riesce a dimostrare che il danno provocato non era evitabile, come si evince dal comma 3 del dispositivo sopra citato: “Le persone indicate dai commi precedenti sono liberate dalla responsabilità soltanto se provano di non aver potuto impedire il fatto“.

Il risarcimento del danno

Il ‘risarcimento per fatto illecito‘ è disciplinato dall’Articolo 2043 del Codice Civile: “Qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno“. Il dispositivo cita esplicitamente il concetto di danno da risarcire; come per la responsabilità, anche per quest’ultimo è necessario fare un distinguo preliminare tra danno patrimoniale e danno non patrimoniale.

Per quanto concerne il primo, si tratta di un danno al patrimonio altrui che, a sua volta, può configurarsi sia come ‘danno emergente‘ (qualora si verifichi un decremento del patrimonio in conseguenza del danneggiamento) sia come ‘lucro cessante‘; questa eventualità identifica il danno nel mancato guadagno da parte del soggetto danneggiato.

Il danno non patrimoniale, invece, ha una natura diversa e include qualsiasi atto lesivo nei confronti della salute fisica e psichica o della reputazione altrui. Anche in questo caso, è possibile distinguere tre casistiche principali: il danno biologico (ossia un’alterazione dell’integrità psico-fisica), il danno morale e quello esistenziale. Questi ultimi due casi rappresentano quelli meno ‘tangibili’, in quanto riguardano la sfera emotiva del soggetto che ha subito il danno.

Per danno morale è da intendersi ciò che cagiona ansia, turbamento, dolore e qualsiasi altro scompenso, che può derivare da eventi di varia natura. Il danno esistenziale, infine, è spesso la conseguenza di un accadimento di particolare gravità, tale da modificare finanche le abitudini di vita in maniera irreversibile.

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