I tempi del recupero crediti

Quanto tempo è necessario per portare a termine una procedura di recupero crediti? Questa è la domanda che tormenta ogni imprenditore alle prese con una fattura non pagata.

Proviamo a fornire una risposta a questa angosciosa domanda distinguendo tra recupero crediti giudiziale e stragiudiziale.

RECUPERO STRAGIUDIZIALE

La procedura di recupero stragiudiziale ha il vantaggio di essere di breve durata e poco costosa.

Il grande svantaggio di tale procedura è di non avere un effetto coercitivo sul debitore.

In altre parole, mentre nel caso di un pignoramento il creditore può prelevare forzatamente il denaro presente sul suo conto corrente del debitore, nel caso di un recupero stragiudiziale deve essere il debitore a decidere di effettuare il pagamento.

La durata inferiore della procedura è dovuta al fatto che nel recupero stragiudiziale non è necessario interfacciarsi con i tribunali e attendere l’emanazione di provvedimenti.

La tempistica di espletamento di tutti gli incombenti previsti dalla procedura di recupero crediti stragiudiziale è di circa un mese.

Trascorso un mese il credito potrà essere portato a perdita oppure bisognerà tentare un recupero giudiziale.

RECUPERO crediti GIUDIZIALE

Mentre la procedura di recupero stragiudiziale ha generalmente una durata predefinita, lo stesso non può dirsi per la procedura giudiziale la cui durata è influenzata da numerosi fattori.

Il tempo medio per portare a termine un recupero crediti giudiziale è di circa 285 giorni con picchi massimi di durata che possono superare i 390 giorni.

Le principali varianti che influenzano la durata di una procedura di recupero giudiziale sono tre: ufficio giudiziario edito, Giudice assegnatario del ricorso e infine comportamento del debitore.

Le tempistiche di emissione dei decreti ingiuntivi possono variare di molto a seconda del Tribunale adito e del Giudice assegnatario della pratica.

Queste differenze sono causate dal fatto che si riscontrano notevolissime differenze a livello di pianta organica e personale tra un Ufficio Giudiziario ed un altro e la legge non impone ai Magistrati dei termini per emettere i decreti ingiuntivi.

In linea di massima il tempo medio per l’emissione di un decreto ingiuntivo è di circa 15 – 20 giorni. Fuori da tale media è possibile riscontrare casi in cui i provvedimenti vengono emessi in 24 e casi in cui vengono emessi in 8-9 mesi.

Ulteriore variante è connessa alla condotta che deciderà di tenere il debitore al momento della notifica del decreto.

Se il debitore deciderà di pagare immediatamente la procedura si concluderà in un lasso di tempo breve, 40 o 50 giorni massimo.

Nel caso in cui il debitore dovesse decidere di fare opposizione al decreto ingiuntivo prederebbe avvio un processo ordinario dalla durata di alcuni anni.

Sette idee per ridurre i tempi

Come porre rimedio a tale insostenibile situazione? Di seguito una serie di modifiche normative (a costo zero per lo Stato) che porterebbero ad una notevole riduzione dei tempi delle procedure di recupero crediti.

1) imporre ai Magistrati di provvedere all’emissione dei decreti ingiuntivi entro cinque giorni dall’assegnazione del fascicolo

risparmiato temporale: da un minino di 15 giorni ad un massimo di nove mesi

2) attribuire a tutti i soggetti residenti in Italia di una pec funzionante assegnata d’ufficio dal Ministero della Giustizia, in modo da permettere la notifica in via telematica

risparmiato temporale: minino 15 giorni

3) ridurre le tempistiche concesse al debitore per proporre opposizione a decreto ingiuntivo riducendole da 40 giorni a 30 giorni

risparmiato temporale: 10 giorni

4) imporre ai Magistrati di concedere la formula esecutiva entro cinque giorni dalla data della richiesta

risparmiato temporale: minino 10 giorni, massimo due/tre mesi

5) concedere agli avvocati il potere di autentica dei decreti ingiuntivi provvisti di formula esecutiva

risparmiato temporale: 7 giorni

6) abrogare l’obbligo per il creditore di notificare l’atto di precetto prima di procedere al pignoramento

risparmiato temporale: 10 giorni

7) riformare le procedure di pignoramento mobiliare e presso terzi in modo da renderle più brevi e snelle

risparmiato temporale: da un minino di centodieci giorni ad un massimo di trecento giorni

Come è possibile vedere, effettuate le modifiche normative di cui sopra i tempi delle procedure di recupero crediti diminuirebbero di 177 giorni, con una durata media che scenderebbe a 108 giorni.

Per le imprese, costrette a fare i conti con gli interessi praticati dalle banche, 177 giorni in meno per incassare un credito sarebbero una boccata d’ossigeno incredibile. Il tutto a costo zero per lo Stato!

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