La professione del chirurgo plastico

La professione del chirurgo plastico esercita molta attrattiva tra i giovani che vogliono intraprendere una carriera nel campo della medicina, anche grazie all’aumento della richiesta di prestazioni ed interventi estetici che si è registrato negli ultimi anni.

Si va dagli interventi classici come la mastoplastica additiva, la rinoplastica, fino alle iniezioni di botulino, quest’ultime richieste soprattutto dalle persone di mezza età.

Come si diventa chirurgo plastico

Il percorso per accedere alla professione di chirurgo plastico è molto lungo e impegnativo, è necessario conseguire una laurea di sei anni in Medicina e Chirurgia, come sappiamo, in Italia questa facoltà è a numero chiuso, per accedersi bisogna prima superare dei test di ammissione, successivamente, durante il percorso accademico, bisognerà fare numerosi esami orale e scritti, per poi concludere il percorso con la tesi di laurea e l’esame per l’abilitazione all’Ordine dei Medici.

A questo punto, siccome il settore della chirurgia plastica è una specializzazione della medicina generale, chi vorrà intraprendere la professione di chirurgo plastico, dovrà iscriversi alla scuola di specializzazione in Chirurgia plastica e ricostruttiva della durata di 5 anni.

Per accedervi, bisogna sostenere una prova scritta di medicina generale e chirurgia plastica, se l’esito sarà positivo, si passerà alla prova orale, in cui il candidato dovrà trattare uno degli argomenti proposti dalla commissione. Come per la laurea, sarà necessario effettuare un tirocinio di tre mesi.

Chirurgia plastica ed estetica, le differenze

La chirurgia plastica va distinta dalla chirurgia estetica, sono in tanti a confonderle o a pensare che si tratti della stessa cosa, anche se in parte è così, ci sono delle differenze che potrebbero spingere a cercare un chirurgo plastico a Milano, oppure, preferire un chirurgo estetico specializzato, anche se ci sono professionisti che offrono tutte le prestazioni di entrambe le categorie.

La chirurgia estetica è una sottocategoria della chirurgia plastica, si occupa di interventi di natura cosmetica non direttamente correlati al ripristino di una funzione organica danneggiata.

La chirurgia plastica si occupa della ricostruzione e del ripristino delle funzionalità degli organi e degli apparati che hanno subito un’alternazione nella morfologia, causa da traumi, malattie degenerative dei tessuti, malformazioni, patologie deformanti, cercando di dare al paziente un aspetto esteriore il più normale possibile.

In questa tipologia di interventi, i tessuti muscolari, cutanei, scheletrici e adiposi vengono rimodellati per correggere eventuali danni, attraverso interventi che prevedono il recupero di tessuto da altri distretti del corpo o tramite colture cellulari epiteliali che vengono poi innestate. 

Per citare alcuni esempi di intervento: mastectomia oncolpastica, mastoplastica ricostruttiva, innesti cutanei, chirurgia ricostruttiva degli arti, ect….   

Nella chirurgia estetica, il compito del chirurgo plastico è quello di intervenire sui distretti funzionali con lo scopo di migliorarne l’aspetto esteriore, tra gli interventi di chirurgia estetica esterni si trovano quelli di tipo additivo e gli innesti alloplastici, come la labioplastica, che consiste nell’allargamento delle labbra e della bocca, il trapianto di capelli o l’impianto di seni sintetici.

Per cui, prima di rivolgersi a un professionista è bene tenere in mente le differenze tra chirurgia plastica ed estetica, al fine di ottenere la migliore prestazione possibile.

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