Personal branding: quando pubblicizzare se stesso passa anche dal gadget

Sul mercato si sono fatte strada le professioni individuali che riguardano la grande maggioranza di partite IVA in Italia. Le specializzazioni di tutti i settori della società e dei servizi ad esse collegati sono il risultato di una abbondanza di professionisti la cui domanda di lavoro è maggiore della richiesta di servizi.

Il mercato è attualmente in eccesso di domanda di lavoro per molti settori prevalenti nella libera professione e questo potrebbe dipendere dall’effettivo boom delle partite IVA, registrato a partire dal 2015 e in atto ancora oggi.

Partite IVA e mercato: come farsi riconoscere e seguire dai clienti

Se a fare lo stesso mestiere si è in tanti ne consegue che sarà più difficile collocarsi e che, al tempo stesso, sarà più facile sostituirci. L’alto turn-over di un settore lavorativo rischioso e delicato come quello dei liberi professionisti fa sì che per emergere e diventare solidi sia necessario imparare a farsi trovare con il marketing giusto. Un esempio?

Chiaramente il gadget. Dovremmo smettere considerare il biglietto da visita come al tradizionale cartoncino rettangolare recante le nostre informazioni di contatto. Per distinguersi occorre trasformare un comune gadget una leva per attirare nuovi clienti.

Prima di pensare alla strategia di dono bisogna ragionare su cosa donare e come aggiungere il tocco di professionalità che rende il gadget unico al mondo.

Come farsi venire l’idea giusta?

Per un libero professionista è molto facile ideare un piccolo set di gadget personalizzati da offrire ai clienti. Se pensate a quante libere professioni ci sono in circolazione immaginerete le infinite possibilità di combinazioni che il mercato offre. Un esempio?

Un fisioterapista potrebbe personalizzare una pallina antistress mentre un architetto potrebbe utilizzare il righello per sviluppare un’idea insolita ed originale. Per farvi un’idea della grande varietà di gadget personalizzabili presenti sul mercato potete dare uno sguardo su Duelle-Promotions e pensare a come potreste far felice il vostro cliente medio.

Chi decide cosa piace ai vostri clienti?

Cosa piacerebbe e cosa si rivelerebbe utile? Per un parrucchiere un ombrello potrebbe gratificare le clienti e proteggere le capigliature dalla messa in piega appena fatta quando fuori piove.

Ecco perché gli unici a sapere con certezza cosa piacerà ai clienti siete voi e nessun altro al mondo. I professionisti potranno guidarvi nella scelta del materiale migliore o del colore più sofisticato ma non potranno mai scrivere l’azienda come potete farlo voi stessi.

Da dove trarre ispirazione?

Solitamente Pinterest e Instagram offrono spunti molto interessanti per qualsiasi soluzione visiva di cui siete alla ricerca. Bisognerebbe sempre andare ad osservare come fanno ad essere migliori le aziende che operano nel nostro stesso settore.

Aiuta molto anche sfogliare riviste di settore e farsi guidare dai trend del momento perché anche una penna o un fischietto possono assumere significati molto particolari in determinate circostanze.

Ogni oggetto può e deve diventare un messaggio quando viene utilizzato e regalato come un gadget. Per il libero professionista questa si rivela spesso un’utile strategia di sbaragliamento della concorrenza, soprattutto per i settori spietati e di nicchia.

Quando il personal branding ha successo?

La domanda è molto ampia. Per rispondere circoscriviamo l’argomentazione riguardo esclusivamente al successo/fallimento di un gadget in tema di personal branding.

Il gadget si rivela un flop quando nessuno torna da noi a richiederci un servizio, molto semplicemente. Le ragioni possono essere molteplici e dipendere sia da come lavoriamo che da quanto effettivamente il gadget abbia colpito.

Il discorso quindi riguarda a parità di rilevanza la professionalità e il modo in cui la si comunica. Se il nostro marketing non si traduce in aumento di clienti o l’uno o l’altro sono da rivedere e da sistemare perché significa che non funzionano come dovrebbero. Molto spesso sono proprio i numeri negativi a dare le migliori spiegazioni ed intuizioni nel marketing.

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