Rimessa diretta: cos’è e come funziona

L’espressione ‘rimessa diretta‘ indica una particolare indicazione riguardante la modalità di esecuzione del pagamento. Soprattutto per chi non ne ha mai sentito parlare, oppure per chi si ritrova per la prima volta a dover gestire una fattura da pagare, la presenza dell’indicazione di rimessa diretta potrebbe generare confusione: in realtà, si tratta di una modalità di estinzione del debito piuttosto semplice da attuare.

Come funziona la rimessa diretta in fattura

Quando viene riportata l’indicazione di rimessa diretta, vuol dire che il pagamento deve essere effettuato dal debitore in maniera diretta, senza intermediari, entro un dato termine di tempo. Il pagamento in rimessa diretta non va confuso con altre modalità, come ad esempio quello ‘vista fattura’ oppure ‘ a consegna fattura’; queste ultime, infatti, contraddistinguono i pagamenti da effettuare nel momento stesso di ricezione della fattura stessa.

Per capire meglio come funziona la rimessa diretta in pagamento, basti pensare ad una fornitura di merce. Il fornitore rappresenta il credito, chi riceve la fornitura è, invece, il debitore; il costo della merce, infine, costituisce l’ammontare del credito vantato dal fornitore. Quest’ultimo emette una fattura di pagamento sulla quale vengono riportati la cifra da pagare e, eventualmente, l’indicazione “rimessa diretta”.

In tal caso, il debitore, per estinguere il debito nei confronti del debitore, deve effettuare il pagamento direttamente al venditore senza affidarsi ad un soggetto intermediario (come ad esempio un istituto bancario nel caso utilizzi servizi di pagamento quali la ‘ricevuta bancaria‘).

A seconda di quanto stabilito preliminarmente nel contratto (o quanto riportato nelle condizioni di vendita), il debito può essere estinto in diverso modi; va sottolineato come l’indicazione ‘rimessa diretta’ liberi il creditore da qualsiasi altro obbligo di comunicazione nei confronti del debitore: una volta ricevuta la fattura, l’onere di pagamento è solo e soltanto a carico di quest’ultimo.

L’indicazione ‘rimessa diretta’ va in genere riportata nella sezione del documento di fatturazione in cui si annotano i termini di pagamento; la dicitura può indicare sia il lasso di tempo entro il quale il debitore può effettuare il pagamento (esempio: “Rimessa diretta entro 30 giorni”) sia la modalità tramite la quale il creditore intende riscuotere l’importo (indicando il proprio codice IBAN o conto corrente per la ricezione del pagamento).

Per quanto riguarda la fattura elettronica, la modalità di pagamento va indicata mediante un codice alfanumerico; ove possibile, in luogo del codice, è possibile inserire la dicitura di rimessa diretta con il termine di pagamento.

Le opzioni e i tempi di pagamento

Come già accennato, una fattura con rimessa diretta può essere pagata secondo modalità differenti; nello specifico:

bonifico; per effettuare il pagamento tramite bonifico basta essere in possesso degli estremi bancari del creditore;

assegno bancario; questa modalità di pagamento prevede l’intestazione del pagamento al creditore, del quale deve essere indicato anche l’indirizzo, così che l’assegno possa essere consegnato direttamente al suo domicilio;

vaglia postale;

– servizi di pagamento digitale (come ad esempio Paypal), indicando gli estremi necessari ad effettuare il pagamento.

Per quanto concerne i tempi di pagamento, la rimessa diretta non obbliga in debito a saldare immediatamente il proprio debito. I tempi, infatti, vengono stabiliti dagli accordi contrattuali stipulati tra le parti, per cui la fattura può essere pagata entro 30, 60 o persino 180 giorni.

A tal proposito, in caso di mancato pagamento entro i termini previsti, vanno tenuti in considerazione alcuni aspetti. Uno di questi, come si legge su Fisso Variabile, è quello di evitare di perseguire le vie legali (almeno in prima istanza); in secondo luogo, bisogna considerare quali sono i tempi tecnici necessari all’istituto che eroga il pagamento per elaborare l’intera procedura.

Nel frattempo, è consigliabile contattare il debitore, cercando di non mostrarsi troppo aggressivi, così da non pregiudicare i rapporti.

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